La Pintadera

Nuraghe Santu Antine
Torralba (SS)

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Il nuraghe  Santu Antine (San Costantino) dalla conca di Campu Giavesu domina sulla piana di Cabuabbas e dista quattro chilometri circa da Torralba. Il nuraghe è chiamato anche Sa domo de su Re (la casa del Re) o La reggia nuragica1. Il nuraghe è intitolato al Santo guerriero Costantino, Imperatore romano venerato in Sardegna.

Il nuraghe, noto dalla fine settecento, venne messo in luce, con una prima indagine sistematica scientifica nel 1935 da Antonio Taramelli2.

Il monumento, interamente costruito con enormi blocchi di  pietra basaltica a forma di parallelepipedo sbozzati è stato costruito nell’età del Bronzo Recente (XV-XII sec. a.C.) espressione massima dell’architettura nuragica, probabilmente messa in opera grazie a un progetto vero e proprio, rappresentata  da un triangolo equilatero su cui si ergeva la torre centrale originariamente alta 25 metri, oggi residua di 17,55 metri. Sui tre angoli ci sono altrettante torri distanti tra loro 42 metri circa3.

La costruzione è caratterizzata da lunghi corridoi, accessi monumentali posizionati simmetricamente, scale semplici ed elicoidali, silos di stoccaggio, pozzi di approvvigionamento idrico, sintesi di uno studio di ingegneria idraulica.

Attorno al nuraghe insiste l’area del villaggio, scavata negli anni 1964-1966 da Ercole Contu, su cui si sovrappongono strutture rettangolari di età romana. Nella campagna di scavo degli anni 60 si misero in luce una decina di capanne a pianta circolare da cui provengono due modellini di nuraghe, scolpiti su clorite, catalogati come lisciatoi4. Negli 1983-1984 si effettuarono ulteriori scavi che misero in luce ulteriori reperti ceramici attribuiti alle fasi finali del Bronzo Recente (XV-XII sec. a.C.). Nello scavo del 2003 è stato recuperato un ulteriore lisciatoio conformato a modello di nuraghe.  

Sulla base dei materiali archeologici rinvenuti in sito, è stato documentato che la realizzazione dell’intera struttura risale alle fasi terminali della Media Età del Bronzo e il suo intenso utilizzo al Bronzo Recente.

 

Immagini di donne e universo femminile nell’antichità

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  1. S. Cuccureddu, L’itinerario, in Torralba. Tutti i comuni della Sardegna, Carlo Delfino Editore, Ascoli Piceno 2012, pp.28-31; A. Boninu, Il nuraghe Santu Antine di Torralba. Sistemi, Segni, Suoni, a cura di Antonietta Boninu, Eurografica Macomer, Sassari 2006.
  2. F. Campus, Il nuraghe Santu Antine di Torralba, in Il tempo dei nuraghi. La Sardegna dal XVIII allVIII secolo a.C., a cura di T. Cossu, M.Perra, A. Usai, Illiso Editore, Nuoro 2018, pp.86-93.
  3. F. Campus, V. Leonelli, Il nuraghe Santu Antine, in Miti e simboli di una civiltà mediterranea: la Sardegna nuragica, ARA edizioni, Siena 2014.,pp.106-107
  4. S.Merella, Manufatti in pietra, in Corpora delle antichità della Sardegna. La Sardegna nuragica. Storie e materiali, Carlo Delfino Editore, Roma 2014, p.271